Spero, con questo rinnovato articolo di iniziare un viaggio attraverso l’Italia e alla scoperta delle sue meravigliose danze popolari. In genere, a differenza di quanto molti scrittori insegnano, a me piace partire dalla base e percorrere un argomento in senso logico. C’è certamente meno suspense, ma in questo contesto non è richiesta nessuna di queste qualità. Al contrario. Spero di poter arricchire ogni step di foto e video di cui il web è ricco, citando ovviamente sempre la loro fonte.
Perciò, che ne dite se, ancor prima della Val d’Aosta, iniziamo ballando le danze popolari piemontesi?
Il Piemonte, regione ricca di storia e tradizioni, custodisce nel suo patrimonio culturale un repertorio vivace e variegato, testimonianza autentica della vita quotidiana, delle feste contadine e delle relazioni comunitarie di un tempo. Queste danze, tramandate oralmente di generazione in generazione, rappresentano una finestra privilegiata sulla cultura rurale piemontese, con le sue specificità locali e le influenze provenienti dalle regioni vicine.

https://www.piemontetopnews.it
Le danze popolari piemontesi hanno origini antiche, spesso legate al ciclo delle stagioni, ai riti agricoli e religiosi. Ballare non era soltanto un divertimento, ma un modo per socializzare, celebrare, corteggiare, raccontare storie o esprimere gratitudine per un raccolto abbondante. I balli si svolgevano in occasioni speciali, come matrimoni, fiere, feste patronali e carnevali.
Tra le danze più rappresentative troviamo la : Courenta (o Courento): È forse la danza più iconica delle valli occitane piemontesi. Veloce e coinvolgente, si balla in coppia e prevede una certa libertà d’improvvisazione, pur mantenendo una struttura ritmica ben definita. Il nome deriva dal verbo francese “courir” (correre), proprio per il suo ritmo vivace. Video pubblicato da Sarvanot69
La courenta (corenta in grafia occitana normalizzata; courenta o courenda nelle Valli di Lanzo, area di lingua francoprovenzale) è una danza diffusa nelle vallate alpine occitane e francoprovenzali. È stata menzionata per la prima volta da Claude Gervaise nel suo libro di danze nel 1550. Apparsa nel sec. XVI la courenta evolve nel sec. XVII passando da Bransle Courant a due danze ben distinte:
- Una versione italiana, la corrente (piuttosto vivace)
- Una versione francese, la courante (danza più lenta)
Pensate che fu tanto apprezzata da Re Luigi XIV°, che la elesse a danza di apertura dei balli
Gruppo Tsambal
La Curenta Occitana, Ritmo, Tradizione e Identità delle Valli Piemontesi:
Tra le danze popolari che raccontano la storia e l’anima del Piemonte montano, la Curenta (o Courenta) occupa un posto speciale. Diffusa principalmente nelle Valli Occitane del Piemonte — come la Val Varaita, la Val Maira, la Val Stura e la Valle di Susa — questa danza rappresenta un’espressione viva della cultura occitana, un’eredità che ancora oggi unisce musica, movimento e senso di comunità. La Curenta affonda le sue radici nella tradizione contadina delle Alpi occidentali, dove per secoli ha animato feste paesane, matrimoni e momenti di aggregazione. Il termine “curenta” deriva dal verbo francese “courir” (correre), un chiaro riferimento al ritmo sostenuto e scattante della danza. È considerata una delle danze più antiche del repertorio occitano e si è evoluta nei secoli mantenendo viva la sua funzione sociale e rituale.

La Curenta si balla in coppia, ma all’interno di un gruppo in cui tutte le coppie si muovono in sintonia, creando una sorta di “cerchio fluido” nella piazza. La danza si distingue per:
- Ritmo ternario (6/8 o 3/4), molto vivace.
- Passi brevi e saltellati, che richiedono agilità e attenzione.
- Movimenti armoniosi ma energici, con un’alternanza tra figure fisse e momenti di improvvisazione, specialmente per i danzatori più esperti.
- Un’interazione costante tra i ballerini, che spesso usano lo sguardo e i gesti per comunicare e sincronizzarsi.
Ogni valle ha le sue varianti della Curenta, con piccole differenze nei passi o nello stile, che riflettono l’identità specifica di ciascuna comunità. Tradizionalmente è accompagnata da strumenti tipici della musica occitana e alpina:
- Organetto diatonico
- Violino
- Clarinetto
- Ghironda (in alcune zone)
- Fisarmonica
I musicisti folk, spesso chiamati sonadour, non solo eseguono melodie tradizionali tramandate a orecchio, ma spesso improvvisano variazioni che rendono ogni esecuzione unica. Negli ultimi decenni, la Curenta ha vissuto un vero rilancio grazie al folk revival e all’impegno di numerosi gruppi musicali e culturali che lavorano per preservare e diffondere la cultura occitana. Associazioni, scuole di ballo tradizionale e festival come il Folk Club di Torino, il Festival Occit’amo e le rassegne nelle Valli Occitane hanno dato nuova linfa alla Curenta, portandola anche fuori dai contesti montani e facendola conoscere a un pubblico più ampio.
Ballare la Curenta non significa solo seguire dei passi: è un modo per riconnettersi con le proprie radici, per condividere emozioni e per respirare un senso di appartenenza che attraversa le generazioni. Che sia in una piazza di paese, in una balera o su un palco, la Curenta continua a far battere i cuori al ritmo delle montagne.
La courenta nelle valli francoprovenzali
Nelle valli francoprovenzali la courenta si è conservata nelle valli di Lanzo, dove è la danza tradizionale per eccellenza, ballata e suonata abitualmente dagli abitanti delle 3 valli con particolari che variano da paese a paese. Le parti musicali sono strettamente connesse con i passi della danza e sono speculari alla forma del canto orale, composta da una linea melodica che è seguita in terze parallele su un accompagnamento composto da formule ritmico-armoniche.
Salvatore Bonaffino
Esistono innumerevoli courente ed è fondamentale anche la creatività dei suonatori che permette di inventare nuove formule, attestando così la vivacità di una pratica viva. Le courente sono strettamente connesse al rito: sono momenti fondamentali all’interno delle feste tradizionali in cui prendono parte anche le figure dei priori. Le danze erano spesso accompagnate da strumenti tradizionali come l’organetto diatonico, il violino, il clarinetto, il tamburo e talvolta la ghironda, specialmente nelle valli occitane e valdesi. I ballerini indossavano costumi tradizionali: le donne con gonne ampie, grembiuli ricamati e foulard, gli uomini con gilet, cappelli e pantaloni scuri.
Alcuni appunti di viaggio per chi volesse vivere un po’ di queste atmosfere
Festival delle Culture Popolari
- Data: 3-7 luglio 2025Who we are
- Luogo: TorinoGuida Torino+2piemontecultura.it+2Guida Torino+2
- Descrizione: Una manifestazione che porta sul palcoscenico torinese alcuni dei protagonisti della cultura popolare italiana, con attività performative, incontri e celebrazioni delle tradizioni. Who we are
- Flowers Festival 2025
- Data: 28 giugno 2025
- Luogo: Parco della Certosa, Collegno (TO)Guida Torino+1Guida Torino+1
- Descrizione: Un festival musicale che quest’anno vedrà esibirsi Bandabardò e i Patagarri, offrendo una serata all’insegna della musica folk e gipsy jazz.