Un ritmo travolgente, coinvolgente, ipnotico, come il ritmo della taranta richiede. Li ho scoperti navigando nel web e me ne sono pazzamente innamorata perciò mi metterò sulle loro tracce per ospitarli in queste pagine. Attraverso il loro sito http://www.officinazoe.com/ riesco ad ora parlarvene brevemente attraverso le note biografiche
“Grandi padri della musica salentina, gli Officina Zoè sono pulsazione pura per la danza e per la trance. Band trascinante, dal sound inconfondibile e ambasciatrice della pizzica nel mondo. L’elemento di forza del gruppo è la ricerca costante della trance e della ciclicità insita nel ritmo arcano dei tamburelli e intrisa di minimalismo nella musica e nel canto: ciò ha reso possibile, col tempo, la realizzazione di nuove composizioni musicali che cantano e raccontano il mondo di oggi, ma profondamente ancorate e rispettose della filologia e del linguaggio della tradizione”
Premesso che il ritmo della pizzica ha numerose varianti, di cui parleremo in seguito, torno sul primo ‘mattone’ posto dall’Officina Zoè per la loro formazione:
“L’Officina Zoè nasce nella primavera del 1993, dall’unione di alcuni musicisti salentini su idea di Lamberto Probo (voce, tammorra, tamburelli e percussioni varie), Donatello Pisanello (organetto diatonico, chitarra e mandola) e Cinzia Marzo (voce, flauti, tamburello castagnette). Da subito diventa forza motrice di quel movimento di rinascita della tradizione musicale salentina, che ha portato oggi alla ribalta internazionale il Salento e le sue irreplicabili specificità locali”
